Il semplice trucco per riconoscere la pasta di qualità

Di Marco Franco
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Se è vero (e in effetti lo è, nel bene o nel male) che tutti noi siamo ciò che mangiamo, quella del consumo intelligente” o critico che dir si voglia è l'unica strada da percorrere per mettere in sicurezza la nostra salute senza dover ricorrere a farmaci e cure dall'esito imprevedibile. E siccome la famigerata dieta mediterranea non ha particolari controindicazioni, ci sono mille valide ragioni per preparare un bel piatto di pasta ogni giorno o comunque almeno un paio di volte alla settimana: purché, ovviamente, si tratti di un alimento davvero sano, di qualità garantita e degno a pieno titolo della nobile tradizione culinaria italiana. Ma come si fa in concreto a riconoscere il grano buono evitando di incappare in brutte sorprese a pranzo e a cena? Il segreto, anzi la ricetta del benessere a tavola, sta nell'accurata lettura dell'etichetta, dove sono elencate nel dettaglio le caratteristiche del prodotto in commercio secondo la normativa europea e nazionale in vigore.

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In linea di massima, dovrebbe far fede il dato numerico relativo alla quantità di proteine presenti in ogni porzione di cibo confezionato, con particolare attenzione alla soglia minima consigliata dai dietologi per un formato standard da 100 grammi di pasta e cioè di 10,5. Più risulta elevato il contenuto proteico, migliori saranno i risultati sia in termini di assimilazione delle proprietà nutritive che a livello di resa sul piatto del prodotto (altrimenti destinato a deludere in quanto colloso, poco elastico e non facile da condire). Per tutti questi motivi, il grano duro risulta preferibile rispetto a quello tenero in virtù della maggiore concentrazione di proteine assicurata al consumatore, con in aggiunta altri vantaggi alcuni dei quali evidenti come la capacità di trattenere l'amido con l'azione benefica della cosiddetta “maglia glutinica” senza farne fuoriuscire percentuali più o meno rilevanti in fase di cottura. Chi legge attentamente l'etichetta, non prima di essersi informato a dovere sulle qualità positive o negative degli alimenti da comprare al supermercato, parte quindi col piede giusto e può stare tranquillo: a tavola non si invecchia mai, specialmente se si mangia bene!

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