Cosa accadrebbe ai nostri risparmi se ritornasse la Lira?

Di Marco Franco
conti

I sostenitori delle tesi euro-scettiche e del ritorno (possibilmente immediato) alla sovranità nazionale in materia monetaria aumentano di anno in anno, minando alle basi la stabilità delle istituzioni comunitarie ormai indebolite da una crisi di consenso generalizzata. Ma quali sarebbero le conseguenze, nel breve e lungo periodo, di un addio senza appello alla moneta unica europea? Economisti, osservatori politici e analisti finanziari si dividono sulle previsioni a riguardo, ma in ogni caso, comunque la si veda, il ritorno alla Lira dell'Italia non sarebbe una passeggiata: i risparmiatori, insomma, potrebbero rimetterci qualcosa. Il primo contraccolpo, secondo gli esperti, interesserebbe i correntisti al momento della conversione forzata della valuta che in molti proverebbero ad aggirare attraverso lo spostamento frettoloso dei depositi di denaro all'estero, con lo scenario “greco” della corsa disperata ai bancomat e seguente chiusura dei rubinetti da parte delle banche sullo sfondo ad aggravare ulteriormente la situazione. Proprio gli istituti di credito italiani, in un quadro di destabilizzazione generale determinato da un addio prematuro all'Euro, verrebbero probabilmente risucchiate in una spirale negativa senza via d'uscita, con gravi ripercussioni a cascata sui privati e imprese costretti a pagare sulla loro pelle, ancora una volta, il prezzo della crisi di liquidità del sistema bancario.

moneta

Come se non bastasse, l'eventualità di un salasso collettivo legato al pagamento del debito pubblico in euro per via delle cosiddette “clausole di azione collettiva”, che limitano la giurisdizione italiana sui titoli di Stato (una fetta dei quali è di fatto vincolata alla competenza esclusiva di un foro straniero), metterebbe una pesantissima zavorra ai piedi del nostro Paese. Persino sul fronte delle esportazioni, argomento forte per i detrattori della moneta unica e delle politiche finanziarie di Bruxelles, non mancherebbero le trappole: l'Europa “tradita” potrebbe vendicarsi della scelta separatista di uno dei suoi fondatori imponendo tariffe doganali contro le merci provenienti dall'Italia, con buona pace della chimera dei trattati di libero scambio rinegoziati a vantaggio di Roma. Sarà forse il caso di accontentarsi dell'attuale regime monetario, oppure si pensa che valga comunque la pena di giocarsi la carta del ritorno alla Lira, costi quel che costi?

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