Perché non si pone un limite di età per guidare?

Di Marco Franco

[Foto: Minerva Studio - Shuttesrock]

Si aggiunga poi che alcune malattie invalidanti come il morbo di Parkinson non costituiscono, almeno nella fase iniziale, causa ostativa del rinnovo della patente, per non parlare dei gravi difetti all'udito che mietono col passare del tempo vittime tra i più “vecchi”. Pur volendo stendere un velo pietoso sulla proverbiale lentezza dei piloti ultrasettantenni/ottantenni, insomma, va quantomeno considerata l'ipotesi di sottoporre a test periodici i guidatori di lungo corso, premiando i più bravi e abili senza lasciare gli altri al loro destino. Un ruolo fondamentale, in ogni caso, è assegnato dalla normativa vigente alle commissioni mediche delle aziende sanitarie locali, incaricate di valutare caso per caso le condizioni dell'automobilista “attempato” in modo tale da vincolare la concessione di un nuovo documento di guida (dalla validità ridotta a 36 mesi al compimento del settantesimo anno) al superamento di determinati esami riguardanti abilità fisiche e psichiche.

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